La Biografia di padre Abel

19.nov, 2009 1 Commento

Sono Don Abel. Sono nato il 21 aprile 1960 in una famiglia di contadini a Gueckédou, nella Repubblica di Guinea, in Africa occidentale. Sono il primo di 6 figli : 4 maschi e 2 femmine. Ho cominciato la scuola elementare nell’ottobre 1968 a Koundou Lengo Bèngou. A dodici anni, nel 1972, sono andato a proseguire i miei studi con il mio zio, Tamba N’kassa, a Conakry, capitale della Repubblica di Guinea.

Ed è a Conakry che ho scoperto la fede cristiana con il mio battesimo a 17 anni, nel 1977, presso la parrocchia dei santi Apostoli Pietro e Paolo di Bonfi. Tre mesi dopo, il 15 luglio 1977, c’era presso la chiesa cattedrale Santa Maria di Conakry, la festa della Beata Madre Anne-Marie JAVOUHEY, fondatrice della Congregazione delle Suore di San Giuseppe di Cluny. Avevo servito quella santa Messa come chierichetto. All’uscita della Messa la suora sacrestana, Suor Louis Curtis, mi ha detto : “Ragazzo, sei un seminarista oppure hai il desiderio di andare in seminario? Potresti diventare un buon prete…” Non ho risposto alla sua domanda. L’ho fissata negli occhi un istante prima di scappare… Quel incontro con Suor Louis mi aveva completamente turbato. A seguito a quell’incontro, le altre volte, quando andavo in chiesa, evitavo di incontrarla : non servivo più la messa, e mi sedevo sempre dietro tutti…
Infatti, mi piaceva più essere semplice cristiano che diventare sacerdote. Essere sacerdote era contrario alla mia cultura di cui avevo praticato la religione degli antenati fino al mio battesimo. Avevo i miei progetti come ogni ragazzo della mia cultura e della mia età. Volevo studiare e diventare medico, per salvare la vita di molti dei miei compaesani… Ma qualche mese dopo l’incontro con Suor Louis, ho cominciato a pensare seriamente al senso che dovevo dare alla mia vita nella mia nuova religione. La notte non riuscivo più a dormire : ogni volta che mi trovavo da solo, sentivo le parole di Suor Louis alle mie orecchie. E questa frase di Cristo è stata fondamentale per la mia scelta : “Questo è il mio comandamento : che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo : dare la vita per i propri amici” (Gv 15, 12-13) Poi ho finito per convincermi che imitare Gesù nel dare la mia vita per gli altri era per me l’unica via per farmi “un tesoro inesauribile nei cieli, dove i ladri non arrivano e la tignola non consuma.

“Perché dove è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore” (Lc 12, 33)

Ed il giorno di natale 1977, ho deciso di esprimere il mio desiderio di voler diventare sacerdote al mio parroco, Monsignore Jean-Louis Gomez di venerata memoria. E lui mi ha risposto : “ È tutto ciò che aspettavo da te ” Questa breve frase di Mgr Gomez fu certamente per me il mio primo incoraggiamento. Ed a ottobre 1978, Dio mi ha dato la gioia di entrare al seminario minore Giovanni XXIII di Kindia, in Guinea. Iniziavo cosi la lunga avventura verso la vita sacerdotale. Questa avventura mi ha portato a fare il seminario maggiore in Burkina Faso dal 1982 al 1989. Ed il 10 febbraio 1990 sono stato ordinato sacerdote insieme a due dei miei compagni di studio. Era all’occasione delle festività del centenario della parrocchia cattedrale Santa Maria di Conakry.

Dopo due anni come formatore al seminario minore Giovanni XXIII di Kindia (1989-1991) e un anno come Vice-Parroco alla parrocchia Cristo Re di Fria (1991-1992), in Guinea, nel settembre 1992, la divina Provvidenza mi ha fato venire a Roma, la capitale del cattolicesimo. Ed a Roma ho frequentato l’Istituto Superiore di teologia morale dell’Accademia Alfonsiana della pontificia università San Giovanni in Laterano… Durante il mio soggiorno a Roma, abitavo al pontificio collegio san Pietro Apostolo.
Dopo il soggiorno romano dal 1992 al 1996, la stessa divina Provvidenza mi ha condotto in missione nella parrocchia San Giacomo Apostolo di Chieri (TO), dove sono stato Collaboratore parrocchiale di un mio ex-professore dell’Accademia Alfonsiana, dall’ottobre 1996 a maggio 1997. Da maggio 1997 ad agosto 1998 essa — sempre la stessa divina Provvidenza — mi ha condotto alla parrocchia di Cozzo, nell’Arcidiocesi di Vercelli, dove ho sostituito il parroco per il tempo del suo anno sabbatico. Dal ferragosto di 1998 al 31 ottobre 2006 sono stato Vice-Parroco di due parroci alla parrocchia della Madonna del Passo di Avezzano città. E dal 31 ottobre 2007 ad oggi sono parroco alla parrocchia Santa Maria delle Grazie di Sorbo frazione di Tagliacozzo (AQ), un bel paese di montagna, sempre solare…

Che potrei dire come conclusione di questa brevissima autobiografia ? Prima di tutto, direi che le vie di Dio sono diverse di quelle degli uomini : da discepolo della religione tradizionale dei miei antenati sono diventato sacerdote del ministero di Gesù Cristo, il Figlio di Dio incarnato per la salvezza del popolo di Dio composto da tutti gli uomini e da tutte le donne che vivono sulla terra. In questa vocazione che è donazione di vita, ho scoperto che non c’è una pienezza di vita umana al di fuori dell’altruismo :

“vi è più gioia nel dare che nel ricevere” (At 20, 35)

Di conseguenza, cerco di vivere la mia vita sacerdotale all’interno della chiesa che

“per sua natura è missionaria, in quanto è dalla missione del Figlio e dalla missione dello Spirito Santo che essa, secondo il Piano di Dio Padre, deriva la propria origine” (Ad Gentes divinitus, 2).

Infatti, ogni giorno si afferma sempre di più in me questa verità :

“Il dono spirituale che i Presbiteri hanno ricevuto nell’Ordinazione non li prepara ad una missione limitata e ristretta, bensì a una vastissima e universale missione di salvezza, ‘fino agli ultimi confini della terra’(At 1, 8), dato che qualunque ministero sacerdotale partecipa della stessa ampiezza universale della missione affidata da Cristo agli Apostoli. Infatti il Sacerdozio di Cristo, di cui i Presbiteri sono resi realmente partecipi, si dirige necessariamente a tutti i popoli e a tutti i tempi, ne può subire limite alcuno di stirpe, nazione o età, come già veniva prefigurato in modo arcano con Melchisedec (cf He 7, 3)” (Presbyterorum Ordinis, 10a)

Tuttavia, penso che qualcosa avrebbe mancato alla mia biografia se non avessi ricordato l’altra realtà della mia cara vocazione che mi conferisce proprio il mio nome. Infatti, sono Abele di nome e di fatto. Come Abele, nella mia vita, ho avuto tanti “caini” :

“fra i più eminenti come fra i più umili ed i più piccoli”. Ma come si dice, “Dio vede e provvede”. Nella sua infinita Provvidenza, Dio mi ha sempre mandato i suoi angeli per “salvarmi da ogni pericolo”. E per tutti i miei “caini” faccio mie queste parole di Cristo sulla croce : “ Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno” (Lc 22, 34b)

Se mi fosse ancora permesso di dire una ultima parola, ricorderei soltanto questo passaggio della Costituzione dogmatica del Vaticano II sulla Chiesa :

“La Chiesa… è per fede creduta indefettibilmente santa”

Perciò tutti nella Chiesa, sia che appartengano alla Gerarchia sia che da essa siano diretti, sono chiamati alla santità, secondo il detto dell’Apostolo :

“Certo la volontà di Dio è questa, che vi santifichiate” (1 Ts 4, 3 ; cf Ef 1, 4)

“Dio è amore (Deus caritas est); chi sta nell’amore dimora in Dio e Dio dimora in lui’ (1 Gv 4, 16) Perciò il dono primo e più necessario è la carità, con la quale amiamo Dio sopra ogni cosa e il prossimo per amore di Dio… Il vero discepolo di Cristo si caratterizza dalla carità sia verso Dio che verso il prossimo. Avendo Gesù, Figlio di Dio, manifestato la sua carità dando per noi la sua vita, nessuno ha più grande amore di colui che dà la sua vita per Lui e per i suoi fratelli (cf 1 Gv 3, 16 ; Gv 15, 13)” (Lumen Gentium n. 39 e 42).

Sia lodato Gesù Cristo!

Commenti

  1. lucia e luca
    19.nov, 2009

    Ciao Padre Abel, ti avevo inviato un messaggio
    per sapere se tu e tuo fratello Davide avete fatto
    buon viaggioe per ringraziarVi della bellissima serata anche se breve trascorsa insieme.
    Spero che Vi siate trovati bene.
    Ti prego ricordarci nelle tue preghiere, io purtroppo mi devo operare al menisco. Ti faccio sapere quando verrò operata x chiederti una preghiera particolare.
    Grazie un abbraccio da me, la mia mamma che ha avuto tanta gioia nel conoscerVi, e soprattutto da Luca.

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